Il Ponte del Diavolo

I cittadini di Cividale del Friuli si riunirono in assemblea per escogitare il modo di costruire un solido ponte di pietra che congiungesse le due sponde del fiume Natisone. Non riuscendo a concludere nulla si videro costretti a invocare il Diavolo. Quest’ultimo si presentò con tanto di occhi rossi, coda e corna, offrendo il proprio aiuto per la realizzazione del ponte pretendendo, in cambio, l’anima del primo cividalese che vi sarebbe transitato. L’assemblea accettò le condizioni del Diavolo, il quale in una sola notte edificò la struttura con l’aiuto anche della propria madre che trasportò nel proprio grembiule un grande masso su cui, secondo la leggenda, poggia ancor oggi il pilastro centrale del ponte, e lo depose nel bel mezzo del fiume. La mattina seguente il Diavolo pretese la ricompensa, ma venne ingannato: i cividalesi, infatti, fecero attraversare il ponte da un cane (o gatto secondo un’altra versione della leggenda) e il Diavolo restò a bocca asciutta.
Il Diavolo cercò allora di distruggere la costruzione ma una Croce, portata dal popolo, lo mise in fuga.