La buca del diavolo (prima versione)

Dopo aver beffato il diavolo riguardo la costruzione del ponte di Cividale, la Madonna alla ricerca di un sito nelle vicine Valli dove edificare un Santuario, ritenne opportuno che ciò avvenisse in cima al colle di Castel del Monte.

Naturalmente il diavolo, per edificare un tempio a se stesso, aveva individuato la stessa località; ancora una volta la competizione.

Chi per primo raggiungerà la vetta, vanterà il suo diritto. Un pezzo di strada lo fecero assieme fino alla borgata di Picon. Il diavolo già perdente a Cividale pretese la scelta del sentiero; naturalmente il percorso individuato dal diavolo era molto facile e attraversava dei bellissimi prati in fiore, e solo nella parte finale era leggermente ripido. La Madonna dovette accontentarsi di un percorso difficile e pietroso. Il diavolo avvantaggiato dalle poche difficoltà aveva quasi raggiunto la cima quando improvvisamente scoppiò un fortissimo temporale che gli causò innumerevoli ruzzoloni sull’erba bagnata, provocando inevitabilmente un ritardo. Ancora una volta la Madonna aveva vinto e quando il diavolo raggiunse la meta concordata, vistosi beffato nuovamente, ebbe un’esplosione di rabbia e spiccò un violentissimo balzo che lo portò prima a perforare la cima di monte Spik ed in seconda battuta passò da parte a parte un’altra vetta delle vicine alpi giulie che da allora prese il nome di Monte Forato.

Non lo si vide mai più.

Oltre la borgata di Picon, poco sopra la cappella votiva circa a metà del sentiero che porta al Santuario di Castelmonte, ancora oggi si può osservare una roccia nella quale sono rimaste impresse le impronte degli zoccoli dell’asinello che allora accompagnava la Madonna e il Suo Bambino nella difficile salita.